Allenare Attenzione dell’Adolescente

18 Apr, 26Psicologia Adolescenza

attenzione adolescente

La maggior difficoltà consiste nel riconoscere, individuare e capire i processi attentivi dei propri adolescenti e tradurli in modalità operative.

La mancanza di attenzione e concentrazione durante le attività scolastiche e sportive sono uno dei principali rompicapi che attanagliano insegnanti e allenatori.
Spesso e volentieri, però, sono gli stessi adulti a non sapere in concreto come allenare l’attenzione, credendo che basti utilizzare delle semplici frasi del tipo “Concentrati!”: nulla di più sbagliato.
L’allenamento dell’attenzione richiede fatica, motivazione e pratica costante, non è qualcosa che si ottiene solo attraverso la persuasione verbale, il rinforzo o le indicazioni. Durante l’adolescenza matura l’area della corteccia prefrontale del cervello coinvolta nel ragionamento, nella logica e nell’attenzione.

Parlare di ragionamento e logica è relativamente semplice: per maturare è necessario che provino le connessioni neurali e il modo per farlo è attraverso la pratica. L’attenzione, o meglio, la capacità di focalizzare e sostenere l’attenzione, ha origine dall’attività di una specifica area del cervello chiamata talamo.
In breve, quando gli organi di senso raccolgono qualsiasi input sensoriale, inviano un impulso nervoso al cervello. All’interno del cervello ci sono aree specializzate per interpretare questi stimoli: il talamo, l’area che genera attenzione, si attiva in ogni situazione imprevista.

La sua funzione biologica è ovvia: se ci troviamo in una situazione inaspettata, dobbiamo stare attenti nel caso possa essere pericoloso, o nel caso potremmo trarne vantaggio.
Quando il cervello riceve input sensoriali ripetitivi, il talamo smette di attivarsi perché sappiamo già di cosa si tratta e spesso non siamo nemmeno consapevoli di ciò che vediamo.
Si attiva invece quando l’input sensoriale è inaspettato, quando ci sorprende.
Il talamo quindi attiva l’ippocampo, il centro di gestione della memoria, e l’amigdala, il centro di generazione delle emozioni, per interpretare correttamente la portata della novità e rispondere rapidamente, se necessario (Bueno i Torrens, 2019).

allenare l'attenzione dell'adolescente

Uno dei principali vantaggi dell’approccio delle neuroscienze cognitive è che ci permette di sapere quali reti cerebrali vengono attivate quando vengono eseguiti diversi compiti. Queste informazioni ci aiutano a sapere quali compiti o esercizi specifici possiamo utilizzare per allenare le regioni che ci interessano.
Se a queste informazioni aggiungiamo l’analisi dei processi coinvolti in ciascuna delle funzioni di attenzione, avremo un luogo da cui partire per proporre attività di formazione che molto probabilmente produrranno cambiamenti nel funzionamento e nella configurazione delle reti stesse.

Il concetto di training cognitivo si riferisce ad un programma di attività volte a migliorare le capacità cognitive e i meccanismi cerebrali sottostanti, attraverso la pratica (Rueda Cuerva, 2021). La maggior parte dei programmi formativi parte da un approccio cognitivo, basando la progettazione delle attività sull’analisi dei processi cognitivi che si intendono formare. Sulla base delle conoscenze accumulate su questi processi e sul loro sviluppo, è possibile ideare attività con cui mettere in pratica questi processi.

Nell’ultimo decennio, le applicazioni (app) e i programmi di apprendimento online disponibili per gli utenti sono proliferati enormemente, e l’utilizzo di questo tipo di prodotti presenta alcuni importanti vantaggi.
Per esempio, le applicazioni rappresentano un’interessante opportunità di apprendimento sia all’interno che all’esterno del contesto scolastico. Se usate in modo appropriato, possono essere uno strumento educativo molto interessante per lavorare sui contenuti scolastici e per migliorare le capacità cognitive di bambini e adulti.

I programmi di formazione basati sui processi hanno un potenziale significativo per migliorare le capacità cognitive, promuovere il rendimento scolastico e persino prevenire l’insorgenza di difficoltà di apprendimento.
D’altra parte, i dispositivi touch screen forniscono un’interazione intuitiva che è facilmente accessibile, ma è necessario non perdere di vista il fatto che l’utilità della tecnologia digitale per l’intervento e lo sviluppo cognitivo dipende dal fatto che i programmi che vengono venduti come educativi sono progettati secondo principi scientifici.
Tra le tante App per allenare la mente una delle più utilizzate è Fit Brains Trainer, caratterizzata 50 giochi e 500 sessioni di allenamento.

Non solo però le applicazioni sono importanti per allenare l’attenzione, ma anche le esperienze dirette.
Pellicer e collaboratori (2015) sottolineano che nella catena dell’apprendimento il primo anello è la curiosità.
Una volta che avremo, come genitori, insegnanti e allenatori, generato curiosità nell’adolescente, la porta dell’attenzione sarà aperta.

Quando l’adolescente ha curiosità e attenzione, l’apprendimento sarà possibile se c’è gioia:
infatti, l’apprendimento avviene più facilmente se è esperienziale e avviene in contesti piacevoli.
Secondo Sousa (2014), il processo attenzionale ha due scopi principali: la sopravvivenza e il mantenimento di una sensazione piacevole.
Un’adolescente che definisce obiettivi, si sente immerso nell’attività, presta attenzione a ciò che sta accadendo e impara a godere dell’esperienza immediata, interconnette le regioni cerebrali e sarà in grado di godere di ciò che sta facendo, generando nuovi interessi ed opportunità.

allenare l'attenzione dell'adolescente

Bibliografia

Bueno i Torrens, D. (2019). Neurociencia para educadores. Barcelona: Editorial Octaedro.

Pellicer Royo, I., López González, L., Mateu Serra, M., Mestres Pastor, L., Meritxell, M.H., Ruiz Omeñaca, J.V. (2015). NeuroEF. La revolución de la Educación Física desde la Neurociencia. Barcelona: Editorial INDE.

Sousa, D. A. (2014). Neurociencia educativa. Mente, cerebro y educación. Madrid: Narcea.

Rueda Cuerva, C. (2021). Educar la atención con cerebro. Madrid: Alianza Editorial.

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