Attenzione dell’Adolescente
L’attenzione è un processo cognitivo complesso, multifattoriale, e soprattutto allenabile.
L’attenzione è definibile come la capacità di selezione degli stimoli rilevanti e strutturazione selettiva del campo percettivo, è il filtro di selezione che separa le informazioni rilevanti da quelle irrilevanti, il meccanismo che ci permette di selezionare sulla base delle informazioni che riceviamo.
L’attenzione è uno stato di attivazione appropriata che consente a un individuo di selezionare le informazioni che desidera elaborare con maggiore priorità ed efficienza, nonché di controllare volontariamente e consapevolmente il proprio comportamento.
Lo sviluppo dell’attenzione fornisce all’adolescente i meccanismi necessari per esercitare una regolazione maggiore e più efficace di pensieri, emozioni e azioni.
La conoscenza dei processi cognitivi e dei meccanismi cerebrali alla base dell’attenzione aiuta a sviluppare strategie educative che ottimizzino lo sviluppo di questa importante capacità e promuovano l’adattamento socio-emotivo degli adolescenti e la loro capacità di apprendere nei contesti quotidiani (Bueno i Torrens, 2022).
Carballo Márquez e Portero Tressera (2020) ritengono che, secondo la prospettiva neuropsicologica, l’attenzione è un meccanismo cognitivo di base che consente di essere vigili e consapevoli per interagire con l’ambiente e selezionare le informazioni rilevanti, ignorando le informazioni irrilevanti, in base ai bisogni o agli obiettivi, allo scopo di garantire un comportamento adattivo.
Da un punto di vista educativo, l’attenzione è considerata la porta dell’apprendimento, poiché è necessario che l’adolescente presti attenzione, la diriga e la mantenga in modo che le informazioni vengano elaborate, codificate, interpretate e, successivamente, archiviate, quest’ultima condizione necessaria e indispensabile per l’apprendimento.
L’attenzione è, quindi, influenzata dalla capacità dell’individuo di rielaborare le informazioni, ed è un processo psicologico attraverso il quale l’adolescente stabilisce un contatto con la situazione che sta vivendo, in funzione degli obiettivi da raggiungere.
funzioni e sviluppo dell’attenzione
Una funzione dell’attenzione è, quindi, quella di selezionare le informazioni alle quali vogliamo dare priorità in un determinato momento in modo che il cervello elabori tali informazioni in modo più profondo ed elaborato (Rueda Cuerva, 2021).
Gran parte delle informazioni che arrivano attraverso i nostri sensi vengono elaborate automaticamente o, in altre parole, senza passare attraverso la coscienza.
Questo accade soprattutto quando la stimolazione che riceviamo richiede risposte poco elaborate o molto ben apprese.
Lo sviluppo dell’attenzione, e in particolare la capacità di controllare e regolare il comportamento in base agli obiettivi e alle richieste dell’ambiente, è un meraviglioso esempio del funzionamento cerebrale (Rueda Cuerva, 2021).
Come qualsiasi altro organo, il cervello non funziona in modo isolato, ma in coordinamento con il resto degli organi che compongono il corpo: il suo compito fondamentale è quello di ricevere informazioni dall’ambiente attraverso i sensi per elaborarle in un modo che ci permetta di interagire con gli elementi che compongono il contesto ambientale e che sono le fonti di tali informazioni.
In questo senso, il cervello permette di percepire l’ambiente, ha il compito di dare significato ai diversi elementi che compongono il contesto, apprenderne la natura e le caratteristiche, e metterli in relazione con le esperienze passate.
Come sostiene Rueda Cuerva (2021), il controllo dell’attenzione è una capacità altamente sofisticata e che rappresenta una pietra miliare nell’evoluzione delle capacità cognitive umane, sia nella dimensione filogenetica che nello sviluppo dell’individuo nel corso della vita. Nonostante ciò, secondo l’autore, non esiste un unico modo per allenare l’attenzione.
Il modello delle reti attenzionali illustra tre componenti fondamentali dell’attenzione: attivazione, selezione e controllo.
Queste tre componenti sono attraversate anche da un asse trasversale che va da ciò che è più facile da automatizzare perché fortemente legato alle proprietà che gli stimoli presentano (attenzione automatica o sotto controllo dello stimolo) a ciò che non dovrebbe essere automatizzato, poiché consente una migliore adattamento delle risposte ai cambiamenti dei contesti e agli obiettivi e traguardi dell’adolescente in ogni situazione (attenzione endogena o diretta allo scopo).
Lo sviluppo avviene in ogni componente da un maggiore controllo ad una maggiore flessibilità in base al cambiamento degli obiettivi.
Di conseguenza, l’asse che va dalla massima capacità di automazione alla massima capacità di flessibilità costituisce una dimensione attraverso la quale si può variare il grado di difficoltà attentiva delle attività.
Nella maggior parte dei casi, le prestazioni ottimali verranno raggiunte trovando il giusto equilibrio tra automazione e flessibilità.
L’automazione fornirà un certo grado di stabilità all’apprendimento, ma la flessibilità sarà fondamentale per adattare le risposte al cambiamento di istruzioni, obiettivi o circostanze. Questo quadro teorico ci fornisce un modello su cui basare la progettazione di un programma di allenamento dedicato allo sviluppo dell’attenzione, nonché idee per adattare i livelli di partenza e la progressione di difficoltà alle capacità di ciascun adolescente.
Bibliografia
Bueno i Torrens, D. (2022). El cerebro del adolescente. Descubre cómo funciona para entenderlos y acompañarlos. Barcelona: Grijalbo Mondadori.
Carballo Márquez, A., Portero Tressera, M. (2020). 10 ideas claves: neurociencia y educación, aportaciones en aula. Barcelona: Editorial Grao.
Rueda Cuerva, C. (2021). Educar la atención con cerebro. Madrid: Alianza Editorial.
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