Allenare autoefficacia dell’adolescente
Autoefficacia e l’importanza delle esperienze per l’adolescente
L’autoefficacia, essendo relazionata ai processi cognitivi, ai pensieri, alle credenze e ai valori della persona, è una delle abilità psicologiche più difficile da allenare. Cercare di modificare la percezione delle abilità, il sistema di valutazione e le convinzioni personali radicate sono compiti ardui, che richiedono particolare attenzione nella gestione quotidiana e nella strutturazione “ad hoc” di interventi efficaci.
Come sostiene Bueno i Torrens (2022), tutti abbiamo la capacità di immaginare come ci aspettiamo e come vorremmo che fosse (due aspetti che non devono coincidere), e di analizzare come le azioni che intraprendiamo ora o quelle che abbiamo svolto in passato possono influenzarlo.
Non possiamo indovinarlo, ma possiamo dedurre, in base a come si svolge il presente e alle azioni che intendiamo compiere, come potrebbe essere e come vorremmo che fosse.
Per il cervello, immaginare il futuro è come ricordare in modo creativo il passato.
Cioè, per immaginare il futuro utilizziamo i dati del presente e le nostre esperienze passate, li ricombiniamo in modo creativo e facciamo inferenze, quindi a volte abbiamo ragione.
Quindi, qualsiasi inferenza sul futuro è una proiezione basata sull’incertezza: quando prevediamo il futuro, intervengono i nostri ricordi, e questo sottolinea l’importanza delle esperienze che ogni persona ha vissuto, della situazione presente e della capacità che abbiamo di razionalizzarla, lo stato emotivo associato alle esperienze passate e al momento presente e la possibilità di ottenere sensazioni gratificanti (Bueno i Torrens, 2022).
Per allenare l’autoefficacia dell’adolescente è bene sviluppare la competenza di imparare ad imparare.
La riflessione sulle proprie convinzioni e sulla capacità di apprendere (autoefficacia) potrebbero essere considerate un’abilità metacognitiva.
In definitiva, la metacognizione si verifica quando riflettiamo sulle nostre idee, sui nostri processi mentali e sulle nostre prestazioni cognitive e interveniamo consapevolmente in uno qualsiasi di questi aspetti.
Il termine metacognizione si riferisce all’atto di “pensare al proprio pensiero”.
Si verifica, ad esempio, quando riflettiamo sul modo in cui abbiamo provveduto a risolvere un problema o siamo riusciti a imparare qualcosa e include processi come la pianificazione delle attività, il monitoraggio dei progressi e la valutazione delle prestazioni e del risultato ottenuto (Ruiz Martin, 2021).
Bandura (1997) afferma che le aspettative di autoefficacia si formano in base a quattro fonti principali: esperienze dirette di gestione efficace, esperienze vicarie, persuasioni verbali e attivazione emotiva.
Come adulti, dobbiamo essere in grado di orientare l’allenamento dell’autoefficacia dell’adolescente facendo fortemente leva sulla sua capacità metacognitiva e sulle fonti che si presentano di seguito.
Esperienze comportamentali dirette di gestione efficace
La percezione di autoefficacia basata su esperienze personali è particolarmente importante.
La riuscita in un determinato compito genera informazioni significative, fondate su reali esperienze di abilità personale.
Le esperienze vissute con successo aumentano le aspettative di efficacia, a differenza di quelle percepite come un fallimento che le abbassano.
Gli adulti devono essere bravi a rievocare all’adolescente esperienze passate affrontate con successo (al fine di consolidare le aspettative future) e utilizzare dei feedback funzionali alla percezione di gestione efficace in una determinata situazione.
Non dobbiamo avere paura di dire “bravo” al nostro adolescente.
Esperienze vicarie
Le esperienze vicarie sono utili, siccome si basano sul desiderio di poter agire come coloro che si osservano: vedere altri riuscire nell’esecuzione di una certa attività può determinare in chi osserva la convinzione di esserne anch’egli capace.
Tipica degli adolescenti è la frase:” Se c’è riuscito lui, allora posso farcela anche io.”.
Osservare gli altri può aiutare ad alimentare la convinzione che si può migliorare perseverando nell’impegno e, grazie all’accessibilità ai video tipica del mondo moderno, è possibile stimolare l’osservazione di modelli somiglianti e ritenuti competenti dall’adolescente.
Persuasione verbale
Bandura (1997) ha evidenziato che gli individui sono spesso convinti che la suggestione e la persuasione verbale siano utili per affrontare con successo situazioni che in precedenza li mettevano in difficoltà: le aspettative di efficacia che ne derivano sono, però, meno forti di quelle prodotte dalla esperienza pratica.
La persuasione verbale è utile come stimolo iniziale, ma è valida se mantenuta all’interno di limiti realistici di prestazioni.
Dipende, inoltre, da credibilità, prestigio e fiducia di cui gode l’adulto: se le sue parole si sono rilevate credibili in situazioni precedenti, è probabile che le sue rassicurazioni risultino significative, ma se altre volte non hanno avuto reale conferma nell’esperienza dell’adolescente, verrà loro attribuito un valore limitato.
La persuasione può essere utile, ma la vera fiducia nelle proprie capacità nasce dal dall’impegno e dalla perseveranza verso gli obiettivi prefissati.
Attivazione emotiva
La teoria dell’autoefficacia di Bandura, in quanto teoria dell’apprendimento sociale, attribuisce molta importanza alla valutazione e all’interpretazione cognitiva dell’attivazione emotiva, considerandola determinante ai fini delle modalità con cui viene affrontato un certo evento. L’attivazione può essere interpretata come paura, se vissuta in situazioni percepite minacciose, come rabbia, in condizioni frustranti, ma anche come gioia quando vissuta in circostanze positive.
Per favorire lo sviluppo dell’autoefficacia ottimale, gli adulti devono lavorare per favorire un’interpretazione positiva delle reazioni emotive in situazione di stress e di tensione.
In conclusione, come adulti non possiamo ignorare l’esistenza di vari fattori che determinano la capacità degli adolescenti di sviluppare le proprie capacità metacognitive e, conseguentemente, la propria autoefficacia.
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Bibliografia
Bandura, A. (1997). L’autoefficacia: teorie e applicazioni. Trento: Erikson.
Bueno i Torrens, D. (2022). El cerebro del adolescente. Descubre cómo funciona para entenderlos y acompañarlos. Barcelona: Grijalbo Mondadori.
Ruiz Martin, H. (2021). Cómo aprendemos? Una aproximación científica al aprendizaje y la enseñanza. Barcelona: Editorial Grao.
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