Piano di Sviluppo Individuale

22 Giu, 26Psicologia Adolescenza

apprendere per crescere

La conoscenza del profilo psicologico di un adolescente permette di comprenderlo meglio, migliorare i processi di comunicazione con lui e aumentare l’efficacia dell’allenamento.

piano di sviluppo individuale

il piano di sviluppo individuale

L’obiettivo principale di un programma d’intervento in psicologia dello sviluppo consiste fornire agli adolescenti conoscenze e strumenti per poter migliorare il proprio adattamento alla vita quotidiana.

Il piano di sviluppo individuale si focalizza sull’analisi della vita sportiva e personale dell’atleta, allo scopo di favorire l’apprendimento di abilità e strategie che consentano di affrontare nel modo più appropriato le diverse situazioni sportive e di promuovere il benessere psicologico che gli permette di crescere e maturare come persona.

L’apprendimento è un processo di incorporazione e trasformazione delle novità da parte della persona che apprende, che Jonassen (2000) definisce come una pratica intenzionale, premeditata, attiva, cosciente e costruttiva che comprende l’attività reciproca di azione e riflessione. Può sembrare banale dichiarare che la ragione per cui facciamo le cose è il motore dell’apprendere, ma è assolutamente indispensabile che l’adolescente, soprattutto nei contesti scolastici e sportivi, sappia perché lo fa e ne trovi una ragione.

L’apprendimento, infatti, è uno degli obiettivi principali nella vita e nello sport, e, dal punto di vista comportamentale, è il processo attraverso il quale vengono acquisiti nuovi comportamenti, conoscenze o abilità.

Secondo la prospettiva neuroscientifica, l’apprendimento deve essere concepito come un processo dinamico in cui il cervello lavora costantemente, analizza, associa e sviluppa nuove connessioni sinaptiche e rafforza quelle già presenti (Bueno i Torrents, 2019).

Infatti, l’adolescenza rappresenta una fase unica per l’apprendimento, un periodo di elevata plasticità, in cui il cervello è più malleabile e reattivo all’ambiente che in qualsiasi altra fase della vita, in particolare nelle regioni prefrontali associate al processo decisionale, alla pianificazione, al giudizio e al controllo emotivo (Walters, 2023).

Questo periodo di perfezionamento e specializzazione, in cui le connessioni neurali vengono rafforzate o eliminate a seconda della loro frequenza d’uso, offre possibilità uniche per interventi positivi che sfruttano la capacità del cervello di rimodellarsi e adattarsi (Dahl e Suleiman, 2017).

Gli autori sottolineano che all’inizio della pubertà si verifica una sovrapproduzione di nuove sinapsi progettate per consentire l’acquisizione di un’ampia gamma di competenze diverse, ma quelle non ritenute utili vengono tagliate via come la vegetazione in eccesso in un giardino, consentendo un funzionamento più forte ed efficiente della connettività rimanente.

Questo è particolarmente importante per l’apprendimento, dato che il cervello dell’adolescente è particolarmente sensibile agli adattamenti all’ambiente per tentativi ed errori e altamente reattivo alle novità e al rischio.

 

Attenzione: perché ci sia apprendimento è necessario che si stabilisca una connessione tra qualcosa che già conosciamo e ciò che stiamo percependo.

Pertanto, quando si apprende, la conoscenza correlata alle nuove informazioni può fungere da substrato per fissare l’apprendimento: infatti, quanto maggiore è la conoscenza su un argomento, tanto più facilmente l’individuo impara nuovi fatti e idee su di esso o correlati.

Molto spesso, quando risulta complicato per l’adolescente dare un senso a ciò che sta imparando, la ragione risiede nel fatto che non si recuperano in memoria schemi di conoscenza pregressa correlati ad esso: come sostiene Ruiz Martin (2021) “se non troviamo qualcosa che colleghi ciò che stiamo cercando di imparare, non possiamo impararlo”.

Come sostiene l’autore, quanto più estesi sono gli schemi attivati, tanto maggiore sarà il numero di connessioni che sarà possibile stabilire con le nuove informazioni, e quindi più radicate nella memoria.

Il problema è che, per attivare tante conoscenze pregresse contemporaneamente, è necessario che queste siano molto ben collegate tra loro, altrimenti non verranno attivati ​​insieme.

Bibliografia

Bueno i Torrens, D. (2019). Neurociencia para educadores. Barcelona: Editorial Octaedro.

Dahl, R., Suleiman, A. (2017). Leveraging Neuroscience to Inform Adolescent Health: The Need for an Innovative Transdisciplinary Developmental Science of Adolescence. Journal of Adolescent Health, 60.

Jonassen D.H. (2000). Theoretical Foundations of Learning Environments. Manwah: Lawrence Erlbaum Associates Inc.

Ruiz Martin, H. (2021). ¿Cómo aprendemos? Una aproximación científica al aprendizaje y la enseñanza. Barcelona: Editorial Grao.

Walters, P. (2023). Coaching football with the adolescent brain in mind. Delivering theory into practice in football coaching. UK: thefootballcoach.net .

andrea menozzi psicologo, psicologo adolescenza
Dott. Andrea Menozzi Psicologo dello Sport

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