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MENTAL TRAINING E STRATEGIE COGNITIVE

METODO CONTIGO E LE ABILITA’ MENTALI

PREPARAZIONE MENTALE E STRATEGIE COGNITIVE

Significato di mental training e preparazione mentale

Il mondo dello sport è pieno di talenti, abili ed efficaci a mostrare le abilità tecnico-tattiche, ma spesso incapaci di metterle al servizio dell’ambiente competitivo.

Imparare a gestire lo stress, mantenere la concentrazione, fronteggiare situazioni stressanti, gestione dell’ansia e affrontare gli errori inevitabili del gioco, sono esperienze fondamentali per migliorare le proprie abilità mentali e accrescere la fiducia nei propri mezzi.

L’atleta di alto livello deve diventare consapevole di ciò che fa e conoscere il come e il perché della performance sportiva. Il mental training deve essere particolarmente metodico e organizzato, basandosi su una programmazione precisa, caratterizzata da una definizione degli obiettivi attarverso il setting.

Nella preparazione mentale il grado di difficoltà delle esercitazioni durante la seduta d’allenamento deve essere progressivo, evitando di causare atteggiamenti di rifiuto, ma stimolando invece un atteggiamento costruttivo da parte degli atleti.

La suddivisione del tempo di lavoro deve consentire l’elaborazione di tentativi idonei alla risoluzione del problema, nonché facilitare lo sviluppo delle capacità di analizzare, confrontare, e approfondire le soluzioni alle quali si è arrivati. L’allenamento mentale può contribuire a formare un atleta di alto livello che sappia osservare la realtà non soltanto con gli occhi, ma anche con la mente.

Mental Training e Strategie Cognitive – Il Metodo Contigo

Uno degli aspetti centrali della preparazione globale dell’atleta è, indubbiamente, la preparazione mentale, e queste tre definizioni ne sintetizzano l’ambito di applicazione. Per Williams (1991) è l’identificazione e lo studio di teorie e tecniche psicologiche finalizzate a massimizzare il rendimento e lo sviluppo personale dell’atleta. Per Garcia Ucha (2001) è un processo per preparare a predisporre la mente dello sportivo alla performance sportiva. Per Martens (1991) è un allenamento delle abilità psicologiche con l’obiettivo di aiutare l’atleta a migliorare le sue capacità di rendimento, utilizzabili e generalizzabili nella vita quotidiana.

La preparazione mentale, quindi, può essere definita come un processo di addestramento e potenziamento delle abilità psicologiche dell’atleta di alto livello necessarie alla performance sportiva, ma orientato anche allo sviluppo delle risorse personali.

Partendo dalla considerazione che la performance sportiva è multifattoriale, determinata da fattori controllabili (aspetti tecnici, tattici, atletici e psicologici) e da fattori incontrollabili (direttore di gara e gli avversari), il lavoro di mental training consiste nel preparare l’atleta a ottimizzare il rendimento rispetto a ciò che può, in larga misura, dipendere dalla sua prestazione sportiva e insegnarli a fronteggiare i fattori esterni sui quali non è possibile esercitare un controllo diretto (Boillos, 2006).

Le abilità mentali sono decisive per ottenere una prestazione sportiva ottimale ed è possibile osservare e valutare quali siano utilizzate correttamente per lo sport e quali sia necessario migliorare. E’ altresì possibile valutare come gli atleti di alto livello le interpretano, le utilizzano durante gli allenamenti, il pre-gara e le competizioni e il grado di dominio che dimostra nei confronti di ognuna di esse. L’allenamento delle abilità psicologiche è, infatti, un sistema di allenamento specifico e, come ogni programma di allenamento, presenta una metodologia con una peculiare definizione degli obiettivi e può essere integrato con le tecniche di allenamento tradizionali allo scopo di ottimizzare la prestazione sportiva dell’atleta.

La metodologia del programma di mental training permette di individuare i contenuti, i tempi e le modalità di intervento necessarie allo sviluppo delle abilità mentali. Ogni abilità mentale ha mezzi di allenamento specifici, alcuni dei quali da svolgere attraverso colloqui e spiegazioni da eseguire lontano dalla competizione, altri da allenare in campo attraverso esercitazioni specifiche elaborate in collaborazione con lo staff tecnico, secondo le necessità dell’atleta. Vi sono abilità mentali che necessitano un training educativo, che richiedono raccolta di informazioni e colloqui individuali tali da necessitare di tempi e spazi definiti, mentre, allo stesso modo, vi sono abilità mentali che richiedono un trattamento diretto, in campo, attraverso la creazione di esercitazioni specifiche tecnico-tattiche caratterizzate da elementi psicologici predefiniti.

Una preparazione mentale accurata, mirata e pianificata facilita lo sviluppo delle capacità cognitive e delle capacità di gestione delle emozioni e di gestione dello stress. Il mental training, nell’attuale evoluzione dello sport, non è solo auspicabile, ma addirittura indispensabile. In sintesi, è possibile sviluppare le abilità mentali, le capacità cognitive e quelle emotive attraverso proposte pratiche e operative.

La metodologia di allenamento delle abilità psicologiche secondo il METODO CONTIGO è quindi organizzata da:

  • -La selezione delle abilità psicologiche necessarie alla prestazione sportiva: individuare COSA sia necessario allenare per migliorare la performance sportivadegli atleti.
  • -La creazione di esercitazioni d’allenamento: individuare COME allenare in campo le abilità mentali per ottimizzare la prestazione sportiva degli atleti.
  • -La pianificazione e periodizzazione: individuare QUANDO sia preferibile intervenire, durante la stagione, per ottimizzare i carichi dell’allenamento mentale.

I principi psicologici utilizzati nelle esercitazioni di mental training e strategie cognitive hanno una relazione diretta con le abilità mentali da sviluppare, favorendo il miglioramento della performance sportiva sia nella gestione del pre-gara che durante la competizione (Garcia Naveira e Jerez Villanueva, 2012). L’obiettivo principale dell’allenamento delle abilità mentali consiste nel far si che l’atleta funzioni mentalmente da solo, utilizzi il goal setting, il self talk e il pensiero positivo senza indicazioni costanti da parte dell’allenatore o dello psicologo sportivo. Dopo aver imparato a sviluppare un programma di mental training, l’atleta dovrà essere capace di funzionare interiormente nella forma da lui scelta, affrontando lo stress che producono le situazioni di gara e adattandosi con successo ai cambiamenti dell’ambiente che lo circonda. L’autoregolazione, infatti, è la capacità di lavorare al raggiungimento degli obiettivi a lungo, medio e breve termine attraverso il monitoraggio continuo del proprio comportamento e del proprio modo di interpretare gli eventi.

Ovviamente, un programma di mental training deve essere pianificato, impostato e supervisionato da uno specialista in psicologia dello sport.

Bibliografia

Boillos, D. (2006). La mentalización en el futbol moderno. Madrid: Biblioteca Nueva.

Garcia Naveira, A., Jerez Villanueva, P. (2012). Departamento de psicología del club Atlético de Madrid: filosofía, programación y desempeño profesional. Cuaderno de Psicologia del Deporte, Vol.12.

Garcia Ucha, F. (2001). Psicologia de las emociones en el deporte. La Havana: Editorial Poligráfico Omega.

Martens, R. (1991). Psicologia dello Sport. Roma: Edizioni Borla.

Williams, J.M. (1991). Psicologia aplicada al deporte. Madrid: Biblioteca Nueva.