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ansia da prestazione sportiva

COME ELIMANRE L’ANSIA DA PRESTAZIONE SPORTIVA

Nello sport ci sono atleti con qualità tecniche importanti che, a causa dell’incapacità di gestire l’emotività, non rendono come ci si aspetterebbe. In una parola, faticano a regolare la capacità di controllare le emozioni in modo che non danneggino la prestazione sportiva. Il controllo emotivo gioca un ruolo fondamentale nella prestazione sportiva degli atleti e delle squadre, e per questa ragione è necessario conoscere i processi che lo determinano e le strategie per poterlo allenare.

L’ANSIA E IL MENTAL TRAINING
L’Ansia
è considerata come una reazione emozionale che genera un’attivazione del sistema nervoso autonomo ed è suscitata da una situazione percepita come minacciosa, pericolosa o, semplicemente, indesiderata (Dosil, 2004).

Weinberg e Gould (2007) propongono una definizione multidimensionale dell’ansia, intesa come uno stato emotivo negativo, caratterizzato da sensazioni di nervosismo, preoccupazione e timore, relazionate all’aumento dell’attivazione dell’organismo. Quindi, l’ansia ha una componente di pensiero (la preoccupazione e il timore) che viene definita ansia cognitiva, e una componente somatica, che costituisce il grado di attivazione fisica percepita. Gli stessi autori definiscono anche l’ansia in relazione alle situazioni mutevoli dell’ambiente nel quale l’atleta si trova a svolgere l’attività e in funzione dei tratti di personalità che lo caratterizzano.

ANSIA DI STATO
L’ansia di stato è una reazione emozionale caratterizzata da sensazioni soggettive di apprensione e tensione, relazionata ai cambi e agli avvenimenti che si succedono durante l’attività sportiva. E’ possibile che l’atleta professionista abbia livelli elevati di ansia pre-gara, che si abbassano mano a mano che si adatta al ritmo della partita, e che possono inevitabilmente alzarsi in seguito ad un errore decisivo che sta condizionando la prestazione sportiva o il risultato del match.

ANSIA DI TRATTO
L’ansia di tratto è, quindi, una parte costituente della personalità dell’atleta: è una tendenza o predisposizione comportamentale acquisita che influisce sulla prestazione sportiva. L’ansia di tratto predispone un atleta a percepire come minacciose determinate situazioni, che possono però non esserlo da un punto di vista psicologico o fisico. Gli atleti con questo tratto di personalità rispondono con livelli di ansia di stato che sono, per intensità e ampiezza, sproporzionati rispetto al pericolo oggettivo.

ANSIA DA COMPETIZIONE
Certe situazioni competitive, quindi, possono portare a un disequilibrio a livello di controllo emotivo, con una serie di reazioni (ansia da competizione) che andranno a influenzare negativamente la prestazione sportiva. Inoltre, l’ansia da competizione si può manifestare in due momenti ben distinti della pratica sportiva dell’atleta: prima della competizione e durante la competizione. L’ansia pre gara non deve essere per forza considerata come un elemento negativo o che può pregiudicare il rendimento dell’atleta: ci sono, infatti, molti atleti professionisti che hanno bisogno di questa reazione emotiva per trovare il livello ottimale di attivazione e offrire il miglior rendimento sportivo possibile.

ANSIA PRE GARA
Secondo Jones (2003), l’ansia pre gara (ansia da competizione) è determinata dalle esperienze personali vissute dall’atleta e da come interpreta la situazione: alcuni atleti possono percepire una finale di campionato o di un torneo come una situazione particolarmente ansiogena, mentre per altri è più importante e rilevante l’opportunità e il senso di sfida insito in una gara speciale come questa.

Il modello d’interpretazione direzionale dell’ansia di Jones (2003) sostiene che gli atleti che hanno fiducia nelle loro capacità di esecuzione e di raggiungere buoni risultati mostrano un significativo orientamento al compito, vale a dire ricercano nella prestazione il miglioramento delle loro capacità attraverso sforzo e impegno. Ci sono, però, anche atleti che non mostrano particolare fiducia nelle loro capacità tecniche, tattiche e atletiche e interpreteranno l’ansia come un elemento che pregiudica la prestazione.

Endler e Edwars (1983) sostengono che esistono cinque fattori che portano l’atleta a creare uno stato di ansia pre gara:

  • Timore del fallimento durante la gara: è la paura di non riuscire e di essere sconfitti da giocatori ritenuti meno bravi.
  • Timore per il giudizio sociale negativo: è la paura di essere valutato negativamente durante la gara da addetti ai lavori, osservatori, genitori, etc.
  • Timore d’infortunio: è la paura di infortunarsi, di subire entrate dure o scorrettezze che lo porteranno a non poter giocare le partite successive.
  • Ambiguità: è la paura del giocatore di dimenticare le consegne dell’allenatore, i compiti che deve rispettare in campo e di fallire rispetto ai suoi compagni.
  • Interruzione: è la paura che prende un giocatore non abituato a partire nella formazione iniziale, convinto che verrà sostituito quando sbaglierà una serie di situazioni.

L’ansia da competizione è quella reazione emotiva che si manifesta durante la prestazione sportiva con tensione, scarsa tranquillità e timore. Il disequilibrio emotivo che nasce durante la gara porta l’atleta a perdere progressivamente l’attenzione verso gli stimoli rilevanti, a perdere fiducia nelle proprie capacità con conseguente difficoltà a fornire la miglior prestazione sportiva possibile. Ci sono tanti atleti che, purtroppo, si perdono a causa di queste reazioni e che possono addirittura tramutarsi in stati emotivi cronici. Le manifestazioni di ansia provocano una serie di alterazioni psicosomatiche, a cui si susseguono peggioramenti nell’esecuzione tecnica e nell’interpretazione tattica delle situazioni di gioco.

 

Quindi è possibile eliminare l’ansia da competizione sportiva?

METODO CONTIGO: Strategie per Controllare le Manifestazioni di Ansia
Di fronte a situazioni che appaiono complesse, lo psicologo dello sport e lo staff tecnico devono cercare di trasmettere fiducia, vale a dire deve fronteggiare le situazioni complicate risaltando i punti forza e le caratteristiche positive.

STAFF TECNICO
Lo staff tecnico, prima di un appuntamento competitivo ritenuto di grande importanza, deve ricordare situazioni precedenti di buon rendimento che permettano di elevare l’autoefficacia collettiva.
Rinfrescare la memoria degli atleti ricordando prestazioni sportive che hanno portato al successo può essere di grande aiuto, e le affermazioni possono essere accompagnate da riprese video dove si mostrano i punti forza.
Lo staff tecnico può, inoltre, stabilire obiettivi il cui raggiungimento dipenda dagli atleti: acquisiranno senso di controllo e di autoefficacia circa la possibilità di fronteggiare al meglio il proprio avversario.

OBIETTIVI NEL MENTAL TRAINING
Si possono formulare obiettivi individuali, obiettivi di reparto, preparando ed esponendo una lista di situazioni tecniche, tattiche e psicologiche che possono aiutare gli atleti e la squadra a trovare le risorse per fronteggiare al meglio la gara.

Psicologo sportivo e staff tecnico devono cercare di ridurre la percezione d’importanza della situazione, perché quanto più importante è la situazione, maggiore è la carica emotiva.

ACCORGIMENTI
Per evitare che la carica diventi eccessiva, è consigliato utilizzare alcuni semplici accorgimenti. Prima di una gara importante non è consigliato variare il metodo di lavoro, vale a dire modificare il piano di allenamento a cui gli atleti sono abituati: non è utile aumentare il numero di sedute, né tanto meno aumentare il tempo di lavoro in campo.

Infatti, l’atleta potrebbe percepire i cambi di programmazione come un’insicurezza collettiva, che nasce dalla preoccupazione dello staff circa il lavoro svolto. Allo stesso modo, ricordare per tutta la settimana l’importanza della gara, non aiuta il giocatore a focalizzare l’attenzione e le proprie risorse per affrontare la sfida: gli atleti devono sapere che ogni gara è importante e che è un’opportunità di mettere a frutto il duro lavoro durante gli allenamenti.

Frasi del tipo “Da questa partita dipende il futuro” o “Dall’esito di questa partita deciderò chi rimane in squadra e chi no” fungono da minacce, non da rinforzo: l’atleta ha bisogno di sentirsi capace, non giudicato. La minaccia tende ad aumentare l’ansia, la fiducia nelle proprie capacità aiuta ad affrontarla.

 Psicologia dello Sport | Mental Training Manager

Bibliografia

Dosil, J. (2004). Psicologia de la Actividad Física y del Deporte. Madrid: McGraw-Hill.

Endler, N. S., Edwards, J. (1983). Stress and personality. In Goldberger, L., & Breznitz, S. (Eds.), Handbook of stress. New York: The Free Press.

Jones, G. (2003). Controlling emotions in sport. The Sport Psychologist, 17.

Weinberg, R. S., e Gould, D. (2007). Foundations of sport and exercise psychology (4th ed.). Champaing (IL): Human Kinetics

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