Allenare la Presa di Decisione

29 Mag, 26Psicologia Adolescenza

come allenare la presa di decisione

Il nostro cervello riconosce in primis le “intenzioni”, e il sistema motorio si attiva in funzione di una determinata azione finalizzata, sia che essa venga eseguita o semplicemente immaginata dal soggetto, sia che venga osservata mentre viene eseguita da un altro individuo (Rizzolati e Sinigaglia, 2019).

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creatività e memoria di lavoro

Tramite questo meccanismo, il nostro cervello è capace di realizzare un’immediata comprensione delle azioni finalizzate e delle emozioni altrui, nonché delle azioni che un soggetto ha intenzione di compiere: so quel che fai e so quel che farai, ovvero ciò che intendi fare (Rizzolati e Sinigaglia, 2019).
Allenare la presa di decisione dell’adolescente diviene, quindi, un elemento imprescindibile e si può implementare attraverso lo sviluppo della creatività e delle funzioni esecutive, come memoria di lavoro, flessibilità cognitiva e controllo inibitorio.

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sviluppo della creatività

La creatività, definibile come la capacità di generare risposte sorprendenti e originali per risolvere le problematiche delle situazioni, richiede un patrimonio cognitivo che si ottiene solo attraverso l’apprendimento e la costruzione di concetti e nozioni (Rendón, 2009).

Per Bueno i Torrens (2019), la creatività può essere definita come la capacità di mettere in discussione ipotesi, rompere i limiti intellettuali, riconoscere schemi a prima vista nascosti, osservare l’ambiente in modo critico e analitico e creare nuove connessioni tra elementi che non sono naturalmente collegati.

Per l’autore, la creatività pratica ha tre componenti chiaramente distinguibili ma inseparabili: esperienza, capacità di pensiero creativo e motivazione.
Quanto all’esperienza, non è altro che conoscenza, perché come in ogni apprendimento non basta ricordare concetti o procedure di base, ma bisogna imparare ad imparare.
Per quanto riguarda le capacità di pensiero creativo, molto dipende dalla ricerca di novità, dalla necessità di avere il tempo per pensare, di rilassarci e di distrarci.
In relazione alla motivazione, gli adolescenti hanno bisogno di “piacere intellettuale”, che è quello che notano quando imparano qualcosa che gli è utile, quando creano qualcosa di nuovo o quando sono motivati da qualche progetto da sviluppare in futuro.
Inoltre, per educare gli adolescenti alla creatività è necessario promuovere la fluidità nella produzione di idee, alternative o soluzioni, dato che più idee si producono, più è probabile che si trovi una soluzione utile.

Sviluppo delle funzioni esecutive

Le funzioni esecutive consentono di pensare prima di agire o prendere una decisione, affrontare sfide improvvise, resistere alle tentazioni e rimanere concentrati sul compito.
L’essere umano ha queste capacità cognitive per risolvere situazioni complesse, nuove o non familiari, funzioni trascendentali per la vita quotidiana ed essenziali per il successo scolastico e il benessere personale (Diamond e Ling, 2016).
Le funzioni esecutive costituiscono un insieme di processi cognitivi che consentono di orientare i comportamenti verso il raggiungimento degli obiettivi e la risoluzione dei problemi, includono capacità di pensiero come l’apprendimento, il ricordo, l’applicazione, l’analisi, la valutazione e la creazione.
Per questo, l’adolescenza questo è il momento chiave su cui incide l’educazione delle funzioni esecutive, che includono vari processi cognitivi, tra cui la memoria di lavoro, la flessibilità cognitiva e il controllo degli impulsi inibitori.

la memoria di lavoro

consente di archiviare, mantenere attive e manipolare le informazioni per un breve periodo di tempo al fine di eseguire altri processi mentali complessi, come il processo decisionale, il ragionamento o la pianificazione.

La flessibilità cognitiva

si riferisce alla capacità di visualizzare diverse opzioni nella stessa situazione e di cambiare il corso dell’azione, per adattarlo dinamicamente alle mutevoli circostanze dell’ambiente.
La flessibilità cognitiva si riferisce alla capacità di modificare una risposta a seconda che i risultati ottenuti indichino che si tratta di una strategia efficiente o meno.
Per questo è necessario essere in grado di inibire il precedente pattern di risposta che non ha avuto successo e, a sua volta, generare nuovi comportamenti più efficaci e adeguati alla domanda esterna in questione.
Questa funzione comporta un notevole sforzo cognitivo, poiché è più facile utilizzare schemi e strategie già noti che dover generare nuove opzioni di risposta che costringano a lasciare la zona di comfort.

Il controllo inibitorio

si riferisce alla capacità di eliminare o posticipare la tendenza a emettere una risposta impulsiva o automatizzata, al fine di poter selezionare e svolgere un comportamento diverso e più adattivo.
Questa capacità è strettamente correlata all’autocontrollo e all’autoregolazione emotiva, abilità essenziali per l’adattamento all’ambiente, così come la capacità di inibire interferenze e distrazioni al fine di concentrarsi su quegli stimoli che sono più rilevanti per i nostri obiettivi e bisogni.

In conclusione, Diamond e Ling (2016) suggeriscono che le proposte pedagogiche in cui l’apprendimento è legato al gioco, al movimento, alle attività libere e creative e al lavoro cooperativo permetterebbero indirettamente un migliore sviluppo delle funzioni esecutive rispetto alla pratica isolata di queste funzioni.

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Bibliografia

Bueno i Torrens, D. (2019). Neurociencia para educadores. Barcelona: Editorial Octaedro.

Diamond, A., Ling, D.S. (2016). Conclusions about interventions, programs, and approaches for improving executive functions that appear justified and those that, despite much hype, do not. Developmental Cognitive Neuroscience. 18, 34–48.

Rendon, M.A. (2009). Creatividad y cerebro: bases neurológicas de la creatividad. Aula, 15. Ediciones Universidad de Salamanca.

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Dott. Andrea Menozzi Psicologo dello Sport

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